Gli spazi per i giovani in Italia sono un problema, in questa maniera però è difficile crescere

Senza spazi per i giovani l’Italia è un Paese destinato ad estinguersi lentamente

Lo premetto subito, non sono disposto al momento a far crescere i miei futuri figli dove viene fatta una lotta contro gli spazi per i giovani. Qui sotto vi spiego perché

“Uè bambini, ve lo buco quel pallone se continuate!”. Quante volte abbiamo sentito questa frase almeno una volta? Spesso si pronuncia per scherzo quando la situazione permette di sfoderare questa frase (che spesso non generà ilarità). In Italia il problema degli spazi per i giovani è sempre più evidente. Negli ultimi anni, crescendo, ho notato che viene usata altrettanto spesso in modo serio. Non è solo una questione di giocare a pallone (che ogni tanto finisce nel giardino del vicino e rovina i suoi fiori) ma anche una questione più ampia che include gli schiamazzi dei bambini e gli spazi per i giovani in Italia.

Questa mattina ero in macchina, avevo accompagnato mia madre e mi stavo recando al bar per una brioche, un caffè e una rapida lettura del giornale. Quest’ultima è abitudine che sto recuperando perché i giornali spesso approfondiscono le notizie e cercano di mostrare più facce della stessa realtà. Una volta lasciata mia mamma accendo la radio e inizio a cercare Radio 24 per ascoltare la rassegna di 24 Mattino. Arrivo tardi perché sento la voce di Paolo Mieli che stava concludendo il suo spazio (solitamente sono brevi approfondimenti delle notizie del giorno). 

Le polemiche sui campetti e il rumore dei giovani in Italia

Dopo la breve pausa pubblicitaria Simone Spetia ha iniziato ad introdurre la questione. Prima di esporre il tema del e gli ospiti Spetia nomina due episodi antecedenti. Il primo riguarda una querelle giudiziaria a Palermo tra residenti e un oratorio perché i ragazzi dell’oratorio disturbano la quiete pubblica. Il secondo fatto è una lamentela di alcuni abitanti a Milano perché arriva troppo rumore dall’asilo nido (il rumore di bambini, non di un’acciaieria).

Già con queste due notizie ero satollo e il limite era raggiunto. Il casus belli, la notizia che mi ha mandato su tutte le furie è stata raccontata dopo direttamente dall’assessore del comune di Padova. Lo premetto: mi ha portato quasi totalmente a prendere una decisione drastica ma netta. Riassumerò molto brevemente la questione. Il comune di Padova costruisce due campetti con l’obiettivo di dare spazi per i giovani che possono così giocare all’aria aperta ma i condomini del palazzo vicino si lamentano. Il comune prova ad adottare delle soluzioni di compromesso per ridurre il rumore (come dei cuscinetti attaccati ai pali). I condomini continuano a lamentarsi e fanno causa al comune, il 30 aprile ci sarà la prima udienza. Se volete approfondire trovate la notizia qui.

Perché i giovani non hanno spazi in Italia

Quando si tratta di bambini, ragazzi e di lamentele il più delle volte mi schiero dalla parte dei primi ma in maniera moderata. Se sei al parco e vuoi rilassarti è normale che magari senti qualche schiamazzo di piccole pesti che vogliono giocare e divertirsi. Allo stesso modo se abiti vicino ad un oratorio non è normale lamentarsi perché qualche ragazzino esulta per aver fatto goal. Pensate se questi luoghi di aggregazione non esistessero, dove andrebbero tutti i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze? Nel migliore dei casi starebbero a casa. Nel peggiore dei casi… 

Nella vita di tutti i giorni ci sono cose che si possono tollerare e altre che non si possono tollerare. Il rumore di giovani che giocano a calcio, basket, pallavolo o qualsiasi altra cosa è perfettamente sopportabile. Non è tollerabile invece avere una popolazione vecchissima, con sempre meno adulti che potranno lavorare e sostenere il sistema pensionistico. Un’altra cosa non tollerabile è il fatto che da anni si continua a disinvestire sull’istruzione e sulle politiche per i più giovani, togliendogli spazi invece che crearli. 

La differenza con gli altri Paesi

Mentre continuavo a pensare a questa notizia mi è venuto in mente il mio viaggio negli USA (qui trovate il primo articolo della serie), quindi ho iniziato a fare un piccolo confronto. Nel New Jersey, dove sono stato, le scuole da fuori sono grandi e tutte hanno ampi giardini non recintati dove poter giocare. Va da sé che anche fuori dall’orario scolastico una persona può andare sull’altalena a rilassarsi o prendere una panchina e leggere un libro. Nelle strade adiacenti i limiti di velocità sono bassissimi e ci sono addirittura segnali stradali in mezzo alla strada che ti dicono di rallentare.

Se parliamo invece di parchi pubblici, beh qua possiamo divertirci. A memoria ho visto 3 parchi e tutti erano ben attrezzati. Tutti avevano una zona per i più piccoli con scivoli, altalene e altri giochi. Ovunque (anche a New York) bagni gratuiti e zone dove poter bere. Guardando allo sport tutti avevano campi da basket, almeno due su tre avevano quello da baseball e anche per il tennis non ci si poteva lamentare. A New York, sopra Central Park, c’era un agglomerato di palazzi residenziali e al centro di questi c’era un campo da basket con gli spalti. Non solo, nella stessa zona c’era un grande spazio per i più piccoli. Il messaggio è chiaro: anche nella città più caotica non bisogna precludere spazi per i giovani.

Il problema degli spazi per i giovani in Italia è sistemico

Il problema è sistematico e generazionale. Fino a quando la popolazione invecchierà sempre di più e non verrà educata in maniera corretta ci lamenteremo sempre per le cose più futili. Siamo un paese di vecchi di merda e se non iniziamo a cambiare prospettiva molti giovani, privati di spazi per loro, cambieranno direttamente Paese. Io, lo dico ormai in maniera convinta, sono uno di quelli. Vorrei far crescere i miei figli in un luogo dove giocare per loro deve essere un divertimento e non un motivo di rimprovero. Desidero che crescano nell’ambiente più sano possibile e qui in Italia, al momento, faccio davvero fatica a trovare quel posto. Forse Ravenna, la città dove sono cresciuto, si avvicina a quello che vorrei. Ricordo che il dibattito riguardo a spazi per i giovani era molto attivo ed effettivamente si sono fatte diverse cose. Al momento però voglio laurearmi e andare via perché qui per quelli della mia età non c’è abbastanza spazio. Non ci sarebbe spazio nemmeno se lottassimo con le unghie e con i denti. 


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