ANTRUM – morirai dopo aver visto questo film

Una bella domenica la mia coinquilina mi manda un articolo de “La scimmia pensa” (qui l’articolo) in cui si parla di questo misterioso film chiamato Antrum – il film maledetto. Si narra che uscì per la prima volta in un cinema di Budapest il quale prese fuoco durante la riproduzione dello stesso. Organizzatori di festival morti misteriosamente dopo che si rifiutarono di far vedere il film. Insomma, hanno puntato forte sul marketing.

Premettiamo subito che io non sono”abituato” a vedere film horror, quindi non so come siano solitamente i film di quel genere. Posso però affermare con certezza che questo film è pura spazzatura. Solo una cosa è fatta bene. L’alone di mistero che circonda il film. Questa è l’unica cosa riuscita ai due registi; instillare la paura di guardare il film. Che siccome si ritiene essere pericoloso, lo potete trovare su Amazon Prime Video

La pellicola si apre con un piccolo documentario introduttivo in cui si parla di questa misteriosa pellicola maledetta andata poi perduta a causa delle morti misteriose a lei legate. Poi casualmente ritrovata dopo anni di ricerche da qualcuno che decide di pubblicarla. Niente di nuovo sotto al sole. Già nell’Ottocento il buon Manzoni ci propone questa tecnica.

Ma andiamo avanti. Dopo questo piccolo documentario (fatto male pure quello, a questo punto credo sia fatto male di proposito), inizia il film. Film dal sapore vecchio girato a pellicola 35mm. Ovviamente credo sia tutto finto, ma ci arriviamo.

La storia di Antrum non è molto difficile, e nemmeno avvincente. Questa famiglia deve sopprimere il cane perché è aggressivo, ma il figlio minore è molto affezionato al cane. Siccome la mamma ha detto che il cane è cattivo non va in paradiso ma bensì all’inferno. La sorella quindi, che seguendo il detto “buon sangue è demente“, va con il fratellino in questo bosco dove pare esserci l’entrata per l’Inferno. La missione è riscattare l’anima del cane e portarla non si sa bene dove, visto che fisicamente non può tornare in vita. E qui già ti fai due domande sulla sanità mentale della famiglia

Chiamate gli assistenti sociali.

Mi fermo qua altrimenti vi rovinerei il “gusto” di guardarvelo. Ma parliamo di quello che non va. Innanzitutto l’ambientazione. Non si capisce se siamo in America o nell’Est Europa, dove è apparsa per la prima volta la pellicola. Posso affermarlo da vari dettagli. Innanzitutto i titoli iniziali sono in cirillico, ma l’ambientazione è tipicamente americana. I personaggi che dopo incontreremo però non sono americani, tuttavia nella loro discarica (?) c’è la bandiera americana. Insomma, tanta confusione; soprattutto nella testa dei registi.

Antrum vuole giocare molto sui vecchi cliché come citazioni latine per entrare all’inferno, strati e gironi infernali stile Divina Commedia etc. Inoltre triangolini che sono sempre evocativi, una sorta di evergreen. In particolare c’è un simbolo che viene ripetuto nel film, che dovrebbe evocare il demone Astaroth. Con la scusa che la pellicola potrebbe essere stata manipolata da qualcuno. Però anche qui non funziona perché spesso le cose sono forzate.

Detto questo, io ho capito il perché di tante morti legate ad Antrum. Probabilmente molti non hanno retto tutta questa monnezza da voler prendere in considerazione il suicidio. Questa è l’unica spiegazione plausibile.

Io spero che questo sia un film amatoriale perché altrimenti alcune cose sono inspiegabili. Esempio veloce. Nel documentario iniziale viene intervistato qualcuno. Anche se siamo leggermente distratti possiamo notare qualcosa che per me ha dell’incredibile. Il suo viso è “bruciato” da luci troppo forti. Ma porca miseria, guardateci cavolo.

Altre cose le dirò in maniera un po’ più approfondita nel video YouTube. Qui mi fermo e dico che non so a cosa voglia puntare questo film. È un maldestro tentativo amatoriale? O un grosso flop? Se volete guardarlo, sappiate che c’è più possibilità di ridere che di spaventarsi.

Qua sotto vi lascio anche il video di YouTube dove ne parlo

 

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