La vita di un procrastinatore seriale può essere molto dura ma spesso non viene mai esposta. Ecco perché ho deciso di raccontarla
Ore 7:30. Sveglia di Alexa che parte. Ancora intontito sbiascico tre volte “Alexa, stop“. Dopo aver recepito il comando Alexa inizia ad elencarmi a tutto volume una serie di informazioni che io stesso ho chiesto. Informazioni che spesso non ricordo, come il meteo (altrimenti non mi dimenticherei l’ombrello a casa) o l’anniversario del giorno (pochi giorni fa mi ha ricordato della caduta del muro di Berlino). Da qui passano 7-8 minuti dove invece di alzarmi e aprire le finestre resto a rigirarmi nel tepore del letto, aspettando l’altra sveglia. Alle 7:38 il mio telefono messo sulla scrivania dall’altra parte della camera si accende e suona. Questo mi costringe ad alzarmi e spegnere il telefono.
Da qui si aprono due possibili risvolti:
- Rimango in piedi, inizio ad aprire le finestre ed esco dalla camera. La mia giornata inizia ma a fatica
- Sento un richiamo atavico provenire dal letto. Dentro di me penso “Ma sì dai, mi sdraio altri 5 minuti. Poi mi alzo e vado in bagno”
Se procediamo con lo scenario 1 tra bagno, colazione, caffè e vestirsi sono operativo per le 9 (forse); e lì poi dovrò combattere con la procrastinazione e la continua distrazione (ho la soglia di attenzione di uno scimpanzé)
Se procediamo con lo scenario 2 succede questo. Mi sdraio, solitamente lo faccio perché il lenzuolo o le coperte sono ancora belle calde e vado a caccia di quel tepore. Il tempo inizia a deformarsi spaventosamente come se fossi nei pressi di un buco nero. A volte me la cavo con 25 minuti ma altre volte mi risveglio dopo più di un’ora. Vengo assalito dai sensi di colpa, borbottando mi dirigo in cucina e mentre mi maledico per aver buttato via un quarto di mattinata preparo la colazione. Mi rifocillo, mi vesto e comunque dopo dovrò lottare contro procrastinazione e distrazione.
A questo punto vi starete chiedendo perché mi sono messo a raccontare le mie non-routine mattutine. Vedete, molti dicono che se prendi coscienza di un problema sei a metà della soluzione. Io non so se ho trovato mezza soluzione ma credo che essere brutalmente onesti aiuti quantomeno a stare in pace con sé stessi. A dire “Ok, bisogna essere sinceri. Ho un problema! E in qualche modo devo risolverlo”. Negli ultimi anni alzarsi la mattina non sempre è facile, le energie sembrano essere razionate e questo non è il massimo quando hai giornate intense. Ho infine capito che la procrastinazione per me inizia ancora prima che la giornata parta!
Ho letteralmente divorato tutto ciò che YouTube offre sulla procrastinazione, ho visto decine di video su come iniziare bene la mattina, cosa fare per evitare di svegliarsi stanchi etc. (con questo non voglio dire che i video del mitico Andrea Giuliodori siano inutili). Probabilmente in Italia sono tra i maggior conoscitori di video YouTube su morning routine, motivazione personale e video del tipo “Fai questo per 15 giorni e diventerai irriconoscibile“. Il problema è: perché non sono mai riuscito a mettere in pratica tutta la mole di video che ho guardato? Perché è tutto tremendamente difficile?
La risposta, forse, la troveremo insieme. Adesso è ora di salutarci, a presto
Piccolo ma doveroso Post Scriptum. Questo post ma anche altri post sono in bozza da tempo. Alcuni erano strettamente legati al periodo (e quindi o gli rimetto mano o li posto cestinare) altri no. Ho sempre avuto il brutto vizio di aspettare il momento giusto, oppure aspettare che il sito fosse presentabile. Beh, ho capito che il momento giusto non esiste nel futuro, il momento giusto è ora. Non domani, non tra un mese, non quando avrai l’attrezzatura giusta. Non si può aspettare domani, si deve agire oggi. A presto


