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Ti senti di avere una vita noiosa? Il vero problema non è la tua vita (ma come la guardi)

E il danno più grosso è che sbagliamo a pensarlo. Nessuno di noi è noioso, semplicemente sbagliamo sempre la prospettiva. Qui ti spiego da quale punto di vista partire per allenare la nostra mente

Quante volte nella vita ognuno di noi si è guardo allo specchio e ha detto: “Che vita noiosa che ho!”. Almeno una volta nella vita è successo a tutti. Dall’impiegato comunale al negoziante sotto casa, passando per il genitore con il lavoro in ufficio che si sente ingabbiato nella lista di cose da fare. Secondo me la categoria che soffre di più questa cosa è quella dello studente che ogni mattina si alza per andare a lezione e poi studia e poi un’altra lezione e poi studia ancora fino a che il sole non se ne va e si esce depressi dalla biblioteca.

È una gabbia in cui caschiamo tutti almeno una volta, non c’è niente da fare. Il motivo però è da cercare fuori, non dentro. Noi non siamo persone noiose, semplicemente troppo spesso ci mettiamo a paragone con altre persone che sui social ostentano le loro pazze avventure in giro che però sono (spesso) il 5-7% di quello che fanno durante l’anno. Fidatevi, la stragrande maggioranza delle presone non è sempre in viaggio o con i piedi a mollo sulle spiagge di Bora Bora.

Eppure, quando cadiamo nel tranello, inizia nella nostra mente un interminabile circolo vizioso in cui pensiamo di essere inutili, dei reietti. Iniziamo a dire “Che bella vita che fa quello lì” oppure “guarda le foto che ha postato lei, si sta godendo la vita”. Cazzate, solo cazzate.

Scommetto 20€ che l’80% delle persone non pubblicherebbe mai foto e video di quando porta suo figlio a nuoto o mentre fa il suo lavoro da ufficio/idraulico (il restante 20% lo fa prevalentemente per business).

Il punto è semplice: dobbiamo allenare la nostra mente. Ognuno di noi dovrebbe entrare nell’ottica di non pensare che tutto quello che vediamo sui canali social di Pinco Pallo è la sua vita effettiva ma solo una parte. Spesso e volentieri quelle stesse persone che invidiamo fanno la nostra stessa vita: si svegliano presto la mattina, fanno colazione (se hanno tempo), portano i figli a scuola, arrivano in ufficio, spettegolano con i colleghi etc etc etc.

Vi racconto un aneddoto autobiografico. Avevo un compagno di classe al liceo, famiglia benestante. Un’estate a Formentera, un’altra a Lampedusa; per non contare le vacanze con gli amici. Addirittura la sua famiglia aveva la “tradizione” di passare le vacanze di Natale in un posto caldo. E via di Maldive un anno, un altro anno tornò super abbronzato da una crociera alle Hawaii (non me lo dimenticherò mai quel 7 gennaio al rientro dalle vacanze). Lo invidiavo, pensavo che fosse sempre in giro per il mondo. Effettivamente ha viaggiato molto e si è anche tolto diversi sfizi, io non riesco a togliermeli nemmeno ora. A distanza di anni (quando, devo ammetterlo, l’invidia è calata) ho riguardato indietro. E ho realizzato che alla fine lui faceva quello che facevo io durante l’anno. Stesse verifiche, stessi sbattimenti per una versione di greco indecifrabile e via discorrendo.

Arrivati a questo punto, dopo il mio pippone autobiografico non richiesto vi starete chiedendo: “Ok, ma come si fa? Da dove si parte?”. La risposta è tanto semplice quanto controintuitiva. Dobbiamo ri-partire da noi stessi. Basta guardare l’erba del vicino che sembra più verde, iniziamo a guardare e curare il nostro giardino. Iniziamo a notare quelle piccole cose che nella vita di tutti i giorni danno colore alla nostra vita.

A inizio 2026 penso di aver avuto un totale switch mentale, non lo dico così per riempire le righe di questo blog ma lo penso sul serio (a proposito, se volete sapere i miei obiettivi per quest’anno vi invito a leggere questo post). In particolare allenare la mente per non cadere nei pensieri sbagliati ce l’avevo in testa già da un po’ ma realizzarlo non è stato immediato. Ciò che mi ha fatto comprendere appieno la lezione è stato un breve passaggio di pochi minuti. Gianluca Gazzoli nel suo podcast Passa dal BSMT ha fatto una puntata con sua moglie in occasione di San Valentino (ascoltatela, è davvero molto bella). Verso la fine ha fatto un ragionamento sulla felicità e sul fatto che è importante accorgersi del momento, vi lascio lo short qui.

Non parlo direttamente della felicità ma parlo della capacità (da allenare) di riconoscere quelle piccole cose che danno colore alla nostra vita e non la fanno passare per una vita in bianco e nero. Io ho trovato molto utile mettermi a sedere la sera, nella tranquillità della mia camera, a scrivere una pagina di diario. Devo sempre fare i conti con il mio cervello che spesso “odia” le cose di routine ed evita questi piccoli rituali sani come se fossero peste bubbonica (forse ne parlerò più approfonditamente) ma riconosco che mi sta dando una mano. A volte riconoscere anche le cose negative ci fa apprezzare quelle positive. D’altra parte, senza Yin non esiste Yang.

Io adesso sfido voi. Prendetevi sette giorni, non un mese e nemmeno un anno. Usate le sere di questi sette giorni per scrivere una pagina, una per ogni giorno. Guardate la vostra giornata e trovate quelle cose che la colorano, che rendono il tutto più speciale. Imparate ad allenare la vostra mente per non cadere nel pensiero negativo di essere noiosi. Non ve ne pentirete.

P.S. A proposito di social, ho trovato questo articolo del Telegraph interessante su quello che si vede su Instagram e su come in realtà non è affatto cosi.

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