Premessa. Questo mini “racconto” di vita l’ho scritto in realtà più di due anni fa. Tornavo a Ravenna da Siena per un esame universitario. Ho deciso di non rimaneggiarlo e lasciarlo il più possibile come la bozza. Buona lettura
Ormai due settimane fa ero sulla via del ritorno, reduce da un esame all’università. Questa volta avevo optato per i mezzi pubblici, combinando FlixBus e Trenitalia (d’obbligo se vuoi fare Siena-Ravenna in un tempo ragionevole). Avevo programmato tutto. Sulle 20:30 sarei arrivato a casa, mi sarei messo sul divano e avrei visto un bel film rilassandomi dopo 10 giorni di inferno tra lavoro e studio.
Non avevo però calcolato una variabile: il traffico a Firenze (e i lavori in autostrada). Il traffico ha provocato un ritardo di circa 90 minuti. Mi ha fatto perdere il treno delle 19 e mi ha obbligato a prendere il treno delle 20 da Bologna Centrale. Purtroppo, ad un certo punto la stazione di Ozzano si è scollegata dal sistema e ci siamo bloccati. Dopo 30 minuti di attesa ci hanno rispediti a Bologna Centrale e abbiamo aspettato fino alle 23:45 circa per ripartire. Da lì tutto “bene” fino a che un passeggero ha accusato un malore, quindi siamo rimasti fermi un’altra ora a Castel Bolognese perché oltre all’arrivo dei soccorsi abbiamo provocato un ingorgo di treni. Risultato: sono arrivato a casa alle 02:03.
L’episodio però mi ha fatto venire in mente una frase: “un battito d’ali in Oriente, provoca un uragano in Occidente”. Sul treno, in attesa di ripartire, ho aperto il mio Mac, ho iniziato a cercare e ho approfondito una teoria che trovo oltremodo affascinante. L’effetto farfalla. Fa parte della teoria del Caos e, citando l’articolo di LifeGate “si ritiene che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine del sistema“. È molto interessante anche la storia dietro questo postulato. Il matematico Edward Lorenz la scoprì PER SBAGLIO mentre lavorava su altro. Vi invito ad approfondire ulteriormente perché è molto affascinante
Questo mi ha portato a rimuginare e sono giunto ad una conclusione. Noi possiamo programmare ogni singolo momento della nostra vita (e quella dei nostri figli, parenti, amici). Basta però una minuscola variazione sul nostro piano per avere risultati straordinariamente diversi. Non dobbiamo quindi arrabbiarci se qualcosa va storto, dobbiamo cercare di cogliere il bene che questo cambiamento ha portato. Tornando alla mia storia. Se non fossi salito sull’altro treno non avrei scoperto che un capotreno ormai prossimo alla pensione da giovane veniva a giocare nel paese in cui abito (popolato da meno di 6500 persone). Non avrei mai avuto il piacere di raccontare quest’avventura bizzarra e soprattutto non avrei riflettuto su quanto anche le imperfezioni che possiamo vedere, le deviazioni di tragitto, gli esami toppati e anche i rientri alle 2 di notte dentro di sé portano insegnamenti e storie.
Non avere paura del fallimento, non avere paura del cambiamento. Lascia che la tua vita abbia piccole imperfezioni, la coloreranno.

