Vi è mai capitato di sentirvi spalle al muro? O meglio, vi è capitato di sentirvi un concentrato di sfiga e sfortuna? Sembra che la legge di Murphy sia stata cucita perfettamente addosso a voi, se qualcosa deve andare male allora andrà sicuramente male. A proposito, vi rimando all’articolo di settimana scorsa dove una situazione di sfiga l’ho presa decisamente meglio. Bene, così è come mi sono sentito io per circa un mese e mezzo. Senza entrare troppo nei dettagli condivido qui con voi alcuni momenti salienti.
Io mi sono sentito spalle al muro fino a qualche settimana fa. Domenica 19 ottobre ho avuto la mia prima trasferta lavorativa a Pineto, in Abruzzo. Scegliamo di prendere la mia macchina (o meglio, quella di mio padre) perché così avrei potuto anche accompagnare la mia ragazza che da lì avrebbe proseguito il suo viaggio verso la Puglia. Quando mancano pochi chilometri all’arrivo la macchina inizia ad impazzire. Prima si accendono due spie e il servosterzo decide di non andare più. Poi si spengono e tutto rientra.
Tra me e me penso “Per fortuna, magari si è solo surriscaldata un attimo per il viaggetto lungo che ha fatto“. Una volta uscito dal casello di Atri-Pineto e aver imboccato la SP28 che mi avrebbe portato al palazzetto lì vicino, succede il disastro. Si accendono una moltitudine di spie, non avevo mai visto così tante spie accese in una macchina nella mia vita; se fossimo stati al buio sarebbe stato come essere in discoteca.
Cerco di resistere e arrivare quanto meno al parcheggio del palazzetto ma l’ultima rotonda (questa bastarda) si trova su una mezza salita e, nel cercare di sterzare usando tutta la mia forza, l’auto si spegne a causa della mia scarsa prontezza nel premere sulla frizione. La macchina si pianta in mezzo alla rotonda, coriacea. Per “fortuna” poco più avanti c’era la polizia municipale che gestiva la viabilità visto che lì c’erano sia una partita di calcio (serie C) che la partita di pallavolo (Serie A2, dove sarei dovuto andare). Mi hanno permesso di mettere la macchina a bordo strada e recuperarla dopo la mia partita.
Facciamo ripartire la macchina e, dopo che quasi tutti se ne sono andati, si spegne nuovamente lasciando a piedi me e i miei colleghi. Alla fine i miei colleghi sono stati recuperati da una persona che è tornata indietro. Io ho dormito in macchina fino alle 4 di notte, quando mio padre e mio fratello sono venuti a recuperarmi. La macchina è rimasta lì per circa due settimane e dopo sono andato a recuperarla per rimetterla in pista grazie ad un meccanico lì vicino.
Ma non è finita qui perché la settimana dopo ho preso un autobus per Foggia, dato che dovevo raggiungere la mia ragazza. Quel giorno pioveva a dirotto. Impossibile andare a piedi fino alla stazione, opto quindi per il taxi. Galeotto fu il taxi, le cuffie scivolano via dai miei pantaloni e rimangono lì. Un viaggio di circa 8 ore senza cuffie è già di per sé un trauma ma in quel momento non sapevo cosa mi aspettava sul pullman.
Ho l’abitudine di non scegliere mai il posto sul pullman o sul treno, lo faccio solo se è gratis (o se voglio stare vicino a qualcunə). Il fato volle che il mio posto era in fondo al pullman..ma non da solo. Di fianco a me si piazza una giovane coppia che dire maleducati è dire poco. Maleducati, irrispettosi, scalmanati come due ragazzini in gita di seconda media.
Volete sapere com’è andato il viaggio? Volete sapere cosa hanno combinato questi due? E perché mi sono sentito spalle al muro? Non ve lo dico. O meglio, ve lo dirò settimana prossima. La mia intenzione è rendere questo un appuntamento settimanale tra me e voi. Vorrei anche sentire le vostre esperienze, qui sotto avete una sezione commenti dove potrete raccontarmi le vostre esperienze. Noi ci vediamo settimana prossima con la seconda parte, buona domenica.

